martedì 4 novembre 2008

L'UNIVERSITA' E' LO SPECCHIO DEL DECLINO ITALIANO

L'universita' dovrebbe rappresentare lo spazio piu' importante per la crescita culturale e professionale dei giovani. E' cosi' in Francia, in Spagna, in Germania, In USA... In Italia, invece, anni di malgoverno sia di destra che di sinistra hanno aperto la strada ad un declino nella qualita' dei servizi, degli insegnamenti e della ricerca. Il risultato e' che invece di essere il terreno della meritocrazia, le universita' sono costellate da sprechi, baronie, favoritismi. L'universita' in Italia e' forse il sintomo piu' eclatante di un paese in declino che non offre futuro alle nuove generazioni. Il risultato e' che chi puo' va all'estero per formarsi e poi per lavorare. Sei d'accordo con questa analisi? Quale e' la tua esperienza personale?

giovedì 8 maggio 2008

Una riflessione

Stampa e televisioni riportano continuamente episodi di violenzain cui sono coinvolti extracomunitari o romeni.A Verona un guppo di ragazzi italiani hanno picchiato a morte un coetaneo.Le soluzioni offerte dalla politica al problema sicurezza sembrano più slogan elettorali che nonsoluzioni reali. Tu che ne pensi? Come realizzare una societàsicura e allo stesso tempo attenta a valorizzare le diversità culturali e razziali?Cosa proporresti?

mercoledì 12 marzo 2008

Proposta Evento musicale

Cosa pensate di un evento Jazz a Capannori? Un festival di 2-3 giorni abbinato alla valorizzazione di alcune particolarità locali (vino, olio) con nomi di rilievo a livello internazionale e alcuni emergenti?

Vittorio

sabato 9 febbraio 2008

Cristina Battaglia sarà presente a "Una rete hi-tech per Capannori: trasferimento tecnologico e rapporto tra impresa e ricerca"

Su questo blog volevamo spendere due parole su Cristina Battaglia, la giovanissima neo-vicepresidente di ENEA, l'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente. Avremo l'onore di averla tra i relatori dell'incontro Una rete hi-tech per Capannori: trasferimento tecnologico e rapporto tra impresa e ricerca, il follow-up della conferenza di Villa Bruguier del dicembre scorso, in cui si ebbe la possibilità di esplorare la necessità, all'interno del Comune di Capannori, di una rete di contatti tra ricerca, imprese e territorio. L'incontro ci sarà venerdì 7 marzo alle 16, presso il Municipio di Capannori. Invitata a parlare è anche l'on. Raffaella Mariani, membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, oltre ovviamente al padrone di casa, il sindaco Giorgio del Ghingaro.

Cristina Battaglia è laureata in Fisica, ha meno di 35 anni e già presiede Sviluppo Italia Liguria, ramo ligure dell'agenzia nazionale Sviluppo Italia, che ha lo scopo di attrarre investimenti e sviluppare la cultura d'impresa; svolge inoltre attività di ricerca presso l'INFM, l'Istituto Nazionale di Fisica della Materia. Questo è il curriculum delle persone che vorremmo sempre vedere alla direzione dei nostri enti e delle agenzie governative, questi sono i giovani che ce l'hanno fatta a imporre in ambito dirigenziale la propria intelligenza, la propria esperienza e il proprio entusiasmo.

Giovani, intraprendenti e dotati di coraggio: speriamo che le parole che Cristina Battaglia saprà darci servano da ispirazione ai giovani capannoresi e da indirizzo alle aziende che costituiscono con il loro lavoro il nostro tessuto imprenditoriale.

Archita


sabato 15 dicembre 2007

Concorso!

Partiamo con il concorso di idee e progetti innovativi/creativiper il nostro territorio che riservemo a due fascie di età:fino ai 18 anni e dai 18 anni ai 30 anni.Dobbiamo pubblicare il bando entro gennaio.

Domande:
1) nome del concorso (che sia accattivante)
2) tema libero o diamo dei temi precisi? Nella riunione del 30 eravamo orientati a quello libero..
3) Formato delle proposte: un elaborato scritto di max 4 pagine..? accettiamo foto? disegni?
4) Come si selezionano i due vincitori? Si pensava di mettere le proposte sul sitoma forse dobbiamo avere una giuria presieduta da qualcuno... suggerimenti?
5) Premio? Si pensava ad un viaggio con visita a qualche centro scientifico o museo..oppure..?

Vittorio.

martedì 4 dicembre 2007

Mettere a sistema la nostra unicità

Io credo che confrontarsi sulle idee, stimolare il nostro talento e condividere la nostra creatività siano delle azioni irrinunciabili per contribuire a creare una comunità più aperta, una comunità migliore che non solo è capace di proporre azioni innovative di frontiera ma riesce ad esprimere meglio le modalità che regolano la vita di tutti i giorni (comprese le azioni di rispetto verso l’altro e di attenzione all’ambiente).“Mettere a sistema la nostra unicità” significa creare l’ambiente adatto per far crescere una comunità creativa ai vari livelli in cui una comunità complessa come la nostra si compone (famiglia, mondo giovanile, mondo produttivo e istituzionale) L’officina parte dalla consapevolezza che questo processo non viene da sé cioè non è in grado di svilupparsi e imporsi spontaneamente (almeno non in questo momento storico e non nella nostra comunità e territorio) ma necessita di azioni mirate. Ma quali? Una è quella di stimolare la discussione (il “brainstorming” come lo definisce Archita). Parliamone! Altre sono progetti o iniziative più specifiche alcuni dei quali già elaborate (per esempio in relazione al legame tra ricerca/idee e l’innovazione nelle aziende) altre da inventare e proporre.Da questo punto di vista l’officina non si propone come una scatola chiusa ben definita, un pensatoio già strutturato ma come un “open space” o meglio uno “spazio gravitazionale” capace di recepire e rilanciare idee e proposte. In questa ottica la vera sfida dell’officina sarà quella di saper coinvolgere il maggior numero di persone cioè porsi all’attenzione della comunità Capannorese.. Se questo non avviene vuol dire che questo strumento non funziona (non che creatività e talento siano percepite come marginali) e che dovremo quindi cercare altre strade. Ma al momento sono convinto del contrario.
Vittorio

lunedì 3 dicembre 2007

Buone idee e voglia di fare

Potremmo a ragione definire la riunione del 30 novembre dell'Officina della Creatività e dell'Innovazione come un vero brainstorming: produttivo, divertente, stimolante, creativo. Ci siamo ritrovati a discutere di talento, tecnologia e tolleranza, le tre T che guidano anche Capannori nell'amministrazione della classe creativa. Ogni buona idea nasce e cresce solo se l'ambiente che la circonda è in grado di sostenerla e incentivarla. Capannori, che è parte del network Creativity Group Europe, sta mettendo in piedi iniziative perché il substrato che accoglie le giovani menti sia sempre più ricco di fertilizzante creativo.A parte i pur necessari scambi di vedute sul mero aspetto logistico degli eventi che supporteranno questa politica di crescita, è stato interessante parlare di come convincere gli studenti a proporre idee e progetti e di quanto sia invece difficile convincere le aziende dell'importanza di guardare più lontano.Siamo stati tutti studenti, quindi conosciamo la frustrazione di sentirsi impotenti di fronte a una buona idea (o a della semplice voglia di fare) e non poterla raccontare a nessuno. Il nostro compito non è, né sarà, soltanto quello di ascoltare; ma anche – e soprattutto – quello di fare presente alla mente dei giovani quanto sia complesso creare qualcosa. Perché volare alto è bello, ma ancora più bello è cercare di rendere reale quello che per ora è solo nella testa o su qualche blocco note nello zaino. Cultura del progetto è la parola chiave per arrivare alla realizzazione del progetto. E qui arriviamo alle aziende, che al contrario troppo spesso volano invece molto basso; a volte non arrivano nemmeno a ipotizzare percorsi progettuali: per mancanza di tempo, soldi o strutture istituzionali di supporto. Non biasimiamo nessuno, né giudichiamo con occhi severi. Il tessuto industriale italiano porta a lavorare a testa bassa senza grandi visioni alla base, lo capiamo.L'Officina farà da collettore: metterà in contatto studenti e aziende, sane idee di gente in gamba e dalle ampie vedute con fondi e soldi di persone che ci credono. E se non ci credono, li convinciamo noi.
Archita