La scommessa del Polo tecnologico

Per contrastare la crisi economica, le istituzioni unite al mondo imprenditoriale possono reagire in due modi. Il primo tentando di salvare il salvabile e cercando di arginare alla meglio. Il secondo offrendo degli aiuti alle classi più deboli e ai lavoratori ma allo stesso tempo rilanciando puntando su innovazione e creatività e favorendo così un cambiamento paradigmatico del tessuto produttivo. Per farlo occorre creare un legame vitale tra la ricerca, quella fatta da giovani brillanti nelle università e nei centri di ricerca, e l’azienda, prendendo esempio da ciò che è stato fatto in Germania, in Danimarca o in Estonia.
Ma ricerca e azienda girano a velocità diverse ed è quindi necessario inventarsi degli anelli di collegamento, cioè delle strutture capaci di prelevare dalla ricerca l’idea e di realizzare il prototipo che l’azienda può immettere nella sua filiera di produzione. Capannori gode di condizioni ideali per far propria questa sfida e da tempo ha iniziato un percorso su creatività e innovazione culminato nell’istituzione dell’Officina della Creatività. Inoltre il tessuto produttivo Capannorese è ricco di realtà importanti, dalla carta alle calzature fino alle numerose aziende in settori tecnologici avanzati ed è a pochi chilometri da Pisa, dove risiedono strutture di ricerca di livello internazionale.
In questo contesto nasce la scommessa del polo tecnologico di Capannori. Un centro su cui l’amministrazione di Capannori ha investito in sinergia con Provincia e Regione, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di risparmio. Il successo del polo dipenderà dalla capacità di istaurare partnership scientifiche qualificate con realtà di ricerca di eccellenza, sulla capacità di farlo fin da subito senza perdere tempo prezioso e sulla abilità a definire percorsi scientifici non solo di alto profilo ma fortemente collegati con le esigenze delle piccole e medie imprese presenti sul territorio. Percorsi di innovazione sui materiali, sulle tecnologie a basso impatto ambientale e sulle nanotecnologie e fuori dalla logica di interessi corporativi. Per farlo non bastano solo gli impegni delle istituzioni ma occorre l’entusiasmo di tutti, la voglia della gente di Capannori e degli imprenditori di scommettere su questo progetto e di creare oggi le condizioni affinché il nostro territorio sia domani diverso e migliore.
Vittorio Pellegrini
Primo ricercatore CNR (maggio 2009)